Aesthetic Digital Smile Design-Programmazione digitale dell'estetica del sorriso

 

Il concetto di estetica è stato espresso da diversi autori e analizzato dai più grandi filosofi, sebbene ognuno di loro lo abbia affrontato in modo soggettivo, tutti hanno in comune il sommo significato “naturale” del termine.

 

Per questo motivo ritengo che l’odontoiatria estetica sia protagonista indiscussa del viso e del sorriso, proprio perché grazie all’arte e alla percezione visiva degli operatori, il fine ultimo deve essere quello di portare il nostro prezioso contributo semplicemente nella natura umana, così semplice da osservare e allo stesso tempo così difficile da imitare. 

Più precisamente, nella componente estetica del terzo inferiore del volto, l’odontoiatra ha la possibilità, come architetto e artigiano dei tessuti orali e periorali, di plasmare la fisiologia del sorriso.

Smile Designer: nuovo modo di comunicare
La professione di odontoiatra si confronta e si integra sempre più spesso con una realtà specialistica multidisciplinare del viso e sorriso, la cui visione interdisciplinare conferisce a colui che si occupa della composizione estetica dentale un ruolo determinante probabilmente anche primario. Il gioco di equilibri tra denti, tessuti intraorali, periorali, viso, sorrisi e persone, crea un’ideale estetico: ovvero, mettere in sinergia le capacità artistiche e il know-how necessari a vedere nell’insieme la globalità e l’equilibrio del disegno e la composizione degli elementi dentali nel contesto “face”.

Oggi la bellezza e l’estetica sono sempre più legati a misura, proporzione, simmetria, delle costanti già protagoniste di antiche civiltà, ma oggi sempre più indissolubili dal valore tecnologico che l’era digitale ha drasticamente perfezionato. Le moderne conoscenze scientifiche mettono a disposizione dei professionisti diverse opzioni terapeutiche; la collaborazione tra diversi specialisti (ortodontista, implantologo, parodontologo, odontotecnico, chirurgo maxillo-facciale, chirurgo plastico e medico estetico), integrata alla visione descritta poco sopra, consentono di individualizzare sempre meglio il piano di trattamento (Fig. 1). Inoltre, la possibilità di consultare le immagini elaborate a chilometri di distanza, ma visionate in videoconferenza con uno strumento come Skype, conferisce all’odontoiatra estetico un ruolo di direttore d’orchestra senza precedenti, vero cardine di questo nuovo modo di concertare.

Attualmente, con l’avvento del digital dentistry, è difficile lavorare in modo ergonomico e con un alto livello di qualità se non ci si attiene a precisi protocolli in grado di creare un risultato standard predicibile che deve essere consono a un risultato clinico ottimale (virtual planning). Oggi, l’uso di software 2D e 3D, associato al fotoritocco e morphing delle immagini digitali (digital image editing), offre la possibilità di elaborare dati e parametri personalizzabili per ogni specifica esigenza clinico-estetica dello smile makeover. La moderna tecnologia digitale, unita all’esperienza e alla sensibilità estetica dell’odontoiatra, è fondamentale ai fini del successo dello smile design, offrendo così maggior predicibilità al paziente sia sui risultati estetici finali, sia sull’iter terapeutico prescritto in modo consensuale. L’unione quindi di espressioni quali odontoiatria estetica, visione interdisciplinare, digital dentistry e predicibilità, mi ha indotto a pensare che oggi possa nascere una nuova figura professionale: quella dello smile designer, la cui virtù fondamentale dovrà essere saper comunicare sia con il paziente, protagonista indiscusso dell’odontoiatria estetica, sia con l’équipe estetica, i cui attori sono preziosi nella formulazione del virtual planning.

Il mio ideale è disporre di uno strumento unico, il cui impiego sia universalmente proporzionale al modus operandi dello smile designer. Con l’augurio che questo sia presto disponibile, da molto tempo mi sono dedicato, grazie all’impiego di diversi e svariati software, alla messa a punto di un protocollo di Aesthetic Digital Smile Design (ADSD), il cui utilizzo dovrà essere esclusivamente complementare agli altri importanti elementi diagnostici utili alla formulazione di diagnosi e prognosi, e il cui punto d’arrivo sarà la salute e il benessere del paziente. Inoltre, dal momento che si tratta di un metodo predicibile di simulazione del piano di trattamento estetico, sarà consigliabile ottenere un preventivo consenso riguardo alla metodologia adottata che, solo se suffragata da prototipi realmente clinici quali il mock-up, si tradurrà in un reale attendibile consenso esplicito al piano terapeutico prospettato. È utile ricordare, infatti, che l’odontoiatria forense prevede che il medico odontoiatra sia obbligato a rispettare 3 principi fondamentali nel professare: prudenza, diligenza, perizia.

ADSD: metodo e protocollo
A completamento di quanto detto, ADSD vuole essere innanzitutto uno strumento per migliorare la comunicazione con il paziente, considerando il fatto che, proprio attraverso l’uso di immagini elaborate, sarà possibile vedere sul monitor digitale le fotografie before/after, indice di predicibilità ed elemento di confronto esplicito con il paziente stesso. 

Altro punto cardine è l’innovazione, portata nella pianificazione estetico-clinica in odontoiatria estetica, cosmesi dentale, odontoiatria protesica, relativa all’analisi e progettazione odontotecnica; peraltro integrabile in diagnosi e pianificazioni di chirurgia plastica e maxillo-facciale. Il protocollo elaborato (Fig. 2) prevede in primis l’acquisizione di immagini del paziente a mezzo di fotografie digitali e video (full frame). Il video, soprattutto, è in grado di rilevare le fasi dinamiche del sorriso legate alla fisiologia dello stesso (mimica, fonetica, rapporti dento-labiali).

L’importazione di questi importanti dati nella cartella digitale estetica del paziente sarà complementare all’anamnesi, poiché parte integrante dell’esame obiettivo intra ed extraorale, che sarà successivamente oggetto di analisi estetica secondo le linee guida principali. Pertanto potremo definire questa fase come la terza parte della metodica che chiameremo di elaborazione analitica, nella quale cioè verranno quindi mappati ed elaborati la composizione estetica del sorriso, le determinanti morfologiche viso e sorriso, compresi i punti di repere fondamentali quali face makers. Il passo seguente di elaborazione di dati digitali sarà il virtual planning attraverso digital image editing (Fig. 3), consecutivamente wax-up diagnostico digitale e analogico, mock-up, provvisorio estetico, e restauro definitivo. La metodologia digitale, affidata sostanzialmente al fotoritocco, risulta molto affidabile anche e soprattutto nel comunicare attraverso le immagini il caso clinico in itinere, soffermandosi su eventuali ritocchi funzionali e modifiche morfologiche, che saranno così molto più facilmente comprensibili da parte del laboratorio odontotecnico se verranno suffragate da spiegazioni didascaliche o commenti verbali. È molto importante poter interagire con altre sistematiche digitali, e avvalersi quindi della possibilità di implementare ADSD con simulazioni digitali ortodontiche, digitalizzazione delle impronte, CAD-CAM ecc., conferendo cosi multimedialità alla metodica.

19/mar/2014 | Cosmetic Dentistry

Aesthetic Digital Smile Design: odontoiatria estetica software assistita

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